Miniature…fine!

Ho finito il mio piccolo capolavoro! Un po’ imperfetto, questo sì, ma per essere la prima volta non è andata poi così male!

Ho preso una decisione

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Da mesi ormai sto vivendo un periodo che definire “no” è un eufemismo, uno di quei momenti (capaci di durare mesi) in cui senti di non essere la persona che vorresti o che avevi immaginato saresti diventata. Mi sono trincerata dietro scuse del tipo “questo non posso cambiarlo”, “da sola non riesco”, “la mia vita è monotona ma d’altronde tra lavoro e impegni non mi resta tempo per altro”.

Alcune amiche hanno percepito il mio silenzioso grido d’aiuto e mi hanno spronata a parlare, ad aprirmi e ad esporre a voce alta ciò che mi faceva sentire a terra.

Sicuramente confrontarmi con loro mi ha consentito di interiorizzare che anche nella vita degli altri non tutto è perfetto come sembra (in questo l’utilizzo che facciamo dei social può davvero portare fuori strada), e che non abbiamo scelta se non continuare a lottare per rialzarci (visto che lamentarsi e piangersi addosso ha la stessa utilità di una forchetta in un piatto di brodo caldo).

Ammetto di non essere ancora riuscita a ritrovare l’entusiasmo di un tempo, ma senza dubbio questa situazione mi ha portata a riflettere su tanti aspetti della mia vita, tra cui quello che forse mi spaventa più di ogni altro e che sottostà a questa domanda:”Allora, cara Giulia, adesso che sei grande e di tempo per decidere ne hai avuto abbastanza, cosa vuoi fare realmente della tua esistenza?”.

Da quando posso ricordare, sono sempre stata affascinata dalle cose nuove, dallo sperimentare e dal cimentarmi in attività di ogni tipo. Su ogni altra, leggere, scrivere e cantare (e la musica in generale) hanno sempre avuto un posto sul podio delle mie passioni. Ma c’è un’altra cosa, saldamente intrecciata a queste tre, che posso considerare un fil rouge delle mie giornate: la curiosità per la psiche umana.

Al tempo di decidere cosa avrei fatto dopo le scuole superiori, la scelta naturale sarebbe stata la Facoltà di Psicologia, ma a causa di problemi economici e familiari mi sono dovuta accontentare di una misera laurea triennale in aria fritta con contorno di patate (che al tempo veniva chiamata “Media e Giornalismo”, poi smantellata l’anno successivo alla mia laurea).

Eppure mi dico sempre che sarei diventata una brava psicologa (dopo una quindicina d’anni di studio e pratica, s’intende), forse principalmente perché il mio cervello è il primo ad essere particolarmente “macchinoso” e bisognoso di un tagliando una volta ogni tanto. Ma più in generale, perché mi piace capire i meccanismi della mente, e per la mia indole da crocerossina che mi porta a sentirmi felice quando posso aiutare qualcuno in difficoltà. Non so se siano ragioni abbastanza valide per decidere di cimentarsi negli studi della carriera di psicologo, ma comunque giunti a questo punto penso che non lo sapremo mai.

Ad ogni modo, mentre attendevo che la nebbia che vedevo tutta intorno a me si diradasse, ho capito che non potevo continuare ad idealizzare i miei sogni di bambina di diventare cantante, psicologa o scrittrice; così ho deciso di perseguire comunque le mie passioni, ma senza la pretesa di farne un lavoro. “E che sarà mai!” penserete voi. Per me è stata una vera e propria presa di coscienza, e in quanto tale qualcosa di  prezioso (non posso ancora parlare di traguardo ma spero di arrivarci presto). Sono diventata (quasi del tutto) consapevole del fatto che certe aspettative risalenti al periodo in cui avevo 6 o 12 anni vanno ridimensionate, e che non raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissa allora non significa che non potrò essere felice: piuttosto, se sono arrivata a questo punto, è stato per le scelte che ho fatto in passato, e i tempi sono maturi per prendere una nuova decisione che sia più consona e vicina alla persona che sono diventata.

Sostanzialmente, ho deciso di smetterla di pensare che la mia vita sia inutile solo perché non ho fatto niente di grandioso, o perché non ho fatto ciò che avevo sempre sognato di fare. E ho deciso così di dedicarmi comunque alle mie passioni con naturalezza, approcciandomi a ciascun interesse così come viene, per curiosità, senza strane pretese di diventarne padrona o schiava. Ho deciso di smettere di mettermi pressione, che tanto l’autodistruzione troverà altre strade per raggiungermi comunque 😉

Ti dedico il mio tempo

lab-uj_technikaIn un realtà frenetica in cui anche fare una semplice telefonata a nostra nonna diventa complicato, trovare del tempo per fare ciò che amiamo non è affatto semplice. Tendiamo a correre a più non posso per terminare tutti i “devo” della giornata, e quando arriva la sera siamo troppo stanchi, fisicamente e mentalmente, per fare qualsiasi altra cosa che non sia buttarsi sul divano e guardare passivamente la tv.

Eppure fare ciò che ci piace, anche se non tutti i giorni o con costanza, regala più di quanto una giornata piena di cose non riesce a fare.

Ed in quanto a hobby, io ho soltanto l’imbarazzo della scelta. A volte vorrei potermi sdoppiare per poter fare tutto quello che mi piace. Vorrei leggere, oppure scrivere. Vorrei suonare il piano e cantare, oppure solo ascoltare il nuovo album di Levante. Vorrei stare sul divano a guardare un film accoccolata al mio lui, oppure farmi bella e andare al cinema….che poi con quel buio chi vuoi che se ne accorga se sono truccata o meno.

Al di là dell’elenco che sarebbe interminabile, trovo che fare qualcosa che ci piace riesca a resettarci. Almeno a me fa quell’effetto. Per un’ora o più, sono presente a me stessa, senza scadenze e doveri che mi invadano la testa. E mentre suono o mentre scrivo, sento la mia anima che diventa più spessa, più ingombrante. Ruba il posto ai cattivi pensieri e mi lascia libera di respirare nel mio tempo, nel mio adesso.

Fare qualcosa che ci piace manda un preciso messaggio al nostro io:”adesso mi fermo e ti dedico tutta la mia attenzione. Da ora, nient’altro sarà più importante di te. Ti dedico il mio tempo”.

Più che impegnarci in un hobby, forse si tratta solo di questo: dedicarci del tempo. E’ questo solitamente ciò che do alle persone che amo, e ciò che mi piace ricevere da loro.