La (mia) anima vola

​È piena estate e fa caldo. Accendo il condizionatore e il brusìo sordo dell’aria fresca che riempie la stanza mi fa compagnia. Nella casetta che ho preso in affitto quattro giorni dopo aver abbandonato la mia vecchia vita, non c’è molto da fare. C’è una TV che non accendo praticamente mai, e sotto la finestra ho la mia pianola con gli spartiti. E così, quando sono sola e la mia testa ha già costruito castelli in aria, sognato futuri improbabili e fatto a botte coi ricordi, per darle un po’ di pace mi metto a suonare. E a cantare. E mi sento perfettamente a posto; per un’ora smetto di sentirmi sbagliata, confusa, cicciottella, stanca. Sono nella stanza ma non sono lì, tolgo il guinzaglio alla mia anima e lascio che voli tra le note e le pause, che cerchi il sollievo che la mia mente testarda non puó a darle. 

C’è qualcuno in particolare che devo ringraziare per avermi dato la possibilità di dar sollievo alla mia anima inquieta, ma credo che lo farò stasera, quando rientrerà dal lavoro.

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