La ferita da umiliazione e la maschera del masochista

Se non vi siete ritrovati in nessuna delle ferite emotive di cui abbiamo parlato sino ad ora (ferita da abbandono e ferita da rifiuto), potreste trovare dei punti in comune con le persone che si portano dentro la ferita da umiliazione, subìta tra il primo e il terzo anno di età a causa del genitore che si è occupato del loro sviluppo fisico (solitamente la madre): “l’umiliato” si sente privato della libertà a causa del controllo troppo ossessivo e soffocante del genitore.

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Spesso le persone che convivono con questa ferita hanno un corpo cicciottello, non molto alto e grandi occhi rotondi spalancati ed innocenti, esattamente come quelli di un bambino. Hanno spesso disturbi alla schiena, alle spalle, alla gola, problemi respiratori, alle gambe e ai piedi, oltre che disturbi cardiaci.

La maschera che il bambino ha indossato per superare “l’umiliazione” subìta, è quella del masochista: si sente indegno e si vergogna di sé e degli altri. Teme anche che gli altri si vergognino di lui, infatti preferisce piuttosto reprimere le proprie necessità e tentare di controllare tutto ciò che lo circonda al fine di evitare la vergogna.

Capita spesso che punisca sé stesso credendo così di punire l’altro, e ha l’abitudine di gratificarsi con il cibo (prediligendo soprattutto alimenti molto grassi e golosi, anche se prova vergogna nel farsi scoprire a comprare o mangiare dolci).

Potrebbe sembrare un paradosso, ma ciò che più lo spaventa è la libertà.

Il masochista finge spesso con la voce di provare dei sentimenti che in realtà non prova pur di dimostrare un interesse che in realtà non sta provando. Mette inconsapevolmente da parte i suoi bisogni per far spazio a quelli altrui e mostrarsi a tutti gli effetti una brava persona, generosa e sempre pronta a rendersi utile, anche al di là dei suoi stessi limiti. Non è raro che carichi sulle proprie spalle responsabilità e impegni che non gli appartengono: questo gli evita essere libero di fare ciò che desidera, di agire e sperimentare, e di conseguenza rischiare di provare vergogna per se stesso e i suoi fallimenti. Quindi semplicemente non fa, così da non rischiare di sentirsi umiliato o sminuito.

Chi soffre di umiliazione alimenta la propria ferita ogni volta che si sminuisce, che si paragona agli altri e che si accusa di essere troppo grasso, cattivo, senza volontà, e altri aggettivi poco carini. Fa soffrire il corpo dandogli troppo cibo da digerire e da assimilare. Aumenta le sue sofferenze sobbarcandosi le responsabilità altrui, e privandosi così della sua libertà e del tempo da dedicare a se stesso.

Possiamo capire che la ferita da umiliazione è in fase di guarigione quando il masochista comincia a dare priorità alle proprie necessità prima che a quelle degli altri; quando, facendosi carico di meno cose, comincia a sentirsi più libero, anche nei confronti delle persone, e smette di pensare continuamente di essere una “rottura di scatole” per le persone che ha intorno.

 

Clicca qui per scoprire le 5 ferite e le relative 5 maschere

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